Don Fernabdo Zancan 02 02 2018 - Fidesetratio

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2018 > PATRIZIA STELLA 2018
“STORIA DI UN SOMARELLO” DI DON FERDINANDO RANCAN

Mi riferisco alla testimonianza rilasciata sul giornale diocesano “Verona Fedele” il 14 gennaio scorso in merito alla figura, alla spiritualità e agli scritti del sacerdote diocesano “don Ferdinando Rancan” di cui è stato commemorato il primo anniversario della morte il 10 gennaio 2018 con una Santa Messa presso la chiesa di Sant’Eufemia in Verona.
Mi chiamo Patrizia Stella e mi permetto di intervenire, come persona che è vissuta accanto a don Ferdinando, per volontà di Dio, negli ultimi 14 anni circa della sua vita, vale a dire dal giorno del nostro trasloco nel 2003 quando lo abbiamo accolto in casa nostra, mia madre e io, per poterlo accudire, vista la precarietà della sua salute, fino alla sua morte.

A onor del vero, è dal lontano 1980, cioè da quando lui ha fatto il suo ingresso come parroco ai Santi Apostoli, che mi sono sempre occupata, come catechista e segretaria nei tempi liberi dal mio lavoro, di trascrivere al computer TUTTE LE SUE OPERE CHE SONO IN TOTALE NOVE, se consideriamo anche l’ultimo libro autobiografico “STORIA DI UN SOMARELLO”, libro che è stato oggetto di contestazione a motivo di diverse “interpretazioni” che ciascuno vorrebbe dare al contenuto stesso del libro.

Da notare che questo libro, già stampato come “pro manuscripto”, ha la prefazione del Vescovo di Verona, Mons. Zenti, che è stato fra l’altro suo alunno in seminario, del Vescovo emerito di Ferrara, Mons. Luigi Negri, che aveva già fatto la sua prefazione al libro sulla Madonna, e del teologo ed esorcista mons. Gino Oliosi, che è stato molto vicino a d. Ferdinando come confratello nel sacerdozio con grande stima e aiuto reciproco.

Fatta questa premessa, vorrei chiarire soprattutto una frase della testimonianza citata che ha suscitato molte perplessità. Dice così: “don Ferdinando educava all’amore alla Chiesa e al Papa. Amava molto Papa Francesco e ne apprezzava la sua azione pastorale. (…)” Sinceramente non si capisce perché don Ferdinando, la cui lunga vita è passata attraverso ben otto Pontefici, da Pio XI a Papa Francesco, dovesse apprezzare l’azione pastorale solo dell’ultimo Papa, Francesco, del quale oltretutto neppure ha mai parlato nel suo libro “Storia di un somarello”, anche perché il libro autobiografico chiude col 2012, anno della cessazione del suo ministero sacerdotale pubblico, vale a dire un anno prima della nomina di Papa Francesco.


Questa frase buttata là in mezzo ad altre testimonianze molto belle, a mio avviso, è molto riduttiva del pensiero reale di don Ferdinando il quale aveva una visione della Chiesa a 360 gradi e amava ciascun Papa con obbedienza filiale e con tutto il cuore, sapendo però ben distinguere innanzitutto il suo Magistero come “VICARIO DI CRISTO”, da quella “azione pastorale” non vincolante per la coscienza del cristiano, soprattutto quando può capitare che non sia in piena sintonia con i principi del dogma e della morale stabiliti dal Magistero solenne della Chiesa. In altri termini, d. Ferdinando sapeva ben distinguere la figura di Francesco come “Papa”, da quella di Francesco come “Bergoglio”, vale a dire la differenza tra il suo Ministero papale e i suoi altri numerosi discorsi o azioni dalle vedute personali e soggettive, e pertanto non vincolanti per il criterio di fede di un cattolico.

Inoltre, come da testimoni diretti della sua vita, in particolare del teologo citato Mons. Gino Oliosi, bisogna affermare che “don Ferdinando mai si è pronunciato né a favore né contro Papa Francesco” tuttavia, intuendo la gravità del momento storico presente, aveva invitato le persone di buona volontà a pregare il glorioso San Giuseppe, Patrono della Chiesa universale, chiedendo la sua intercessione per la Chiesa e per l’Italia, la quale, come sede del Papato per volontà di Dio, continua ad essere sotto il tiro dei nemici di Gesù Cristo.

Questo era mio dovere segnalare mentre trascrivo qui sotto la preghiera a San Giuseppe nella speranza che possa essere diffusa capillarmente, perché Dio abbia misericordia di noi, dell’Italia, della Chiesa e del mondo intero.

Patrizia Stella


      PREGHIERA A SAN GIUSEPPE  PER L’ITALIA E LE NOSTRE FAMIGLIE

        recitata e incoraggiata dal sacerdote diocesano veronese
          don FERDINANDO RANCAN
               14.6.1926  -  10.1.2014
Glorioso San Giuseppe,
sposo della Vergine Maria, Madre di Gesù
tu che sei Patrono della Chiesa universale,
ascolta le suppliche che ti rivolgiamo
in quest’ora di confusione e di decadimento:
proteggi l’Italia e tutte le nostre famiglie.
Quell’Italia scelta con predilezione da Cristo
per collocarvi la Sede del Suo Vicario, il Papa,
quell’Italia disseminata dei Santuari
della Vergine Maria e forgiata dai Santi
Ottienici con la tua potente intercessione,
unita a quella della tua Santissima Sposa,
uomini nuovi,
che abbiano il coraggio di abrogare
le inique leggi contro Dio e contro l’uomo.
Fa’ che la nostra Patria
possa continuare ad essere
centro vivo di civiltà cristiana
faro di luce in tutto il mondo,
terra di Santi per la gloria di Dio
e per la salvezza di tutti gli uomini.
Gesù, Giuseppe e Maria,
salvate Chiesa e Italia, Così sia.
 
 
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