Presentazione - Fidesetratio

Vai ai contenuti

Menu principale:

Unione apostolica “Fides et ratio”
per la difesa scientifica della verità cattolica

PRESENTAZIONE
del prof. mons. Antonio Livi,
fondatore e primo presidente


1. Chiarimenti sul nome.


Il termine “Unione” sta a indicare il collegamento tra me e tutte quelle persone (sia ecclesiastici che laici) che hanno già dichiarato o andranno via via dichiarando la condivisione ― loro personale e delle istituzioni culturali eventualmente da loro rappresentate ― delle finalità apostoliche che orientano e animano la mia attività di ricerca e di insegnamento e le mie pubblicazioni scientifiche. Chi aderisce alla mia impresa e la sostiene in tanti modi diversi sa bene che si tratta di un’iniziativa indirizzata esclusivamente a promuovere una migliore conoscenza della fede cattolica e una più fedele adesione al magistero della Chiesa, che della fede è interprete infallibile in ogni momento storico e in ogni congiuntura pastorale. L’aggettivo “apostolica” intende poi qualificare l’Unione come iniziativa di intellettuali cattolici che avvertono la responsabilità, propria di ogni battezzato, di partecipare, ciascuno secondo le sue competenze e la sua personale vocazione,  all’unica missione della Chiesa, che Cristo ha voluto «una, santa, cattolica e apostolica». Per volere di Cristo, infatti, spetta ai vescovi ― insigniti del carisma della successione apostolica, nell’unità del collegio episcopale presieduto dal Papa ― il dovere di custodire, trasmettere, interpretare e annunciare infallibilmente la rivelazione di Cristo, il Figlio di Dio che il Padre ha inviato nel mondo perché «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità»; ai presbiteri spetta poi il compito di lavorare nel campo del Signore come «generosi coadiutori dell’ordine episcopale» (cfr Conc. ecum. Vaticano II, Decreto Presbyterorum Ordinis, 2, 7; Costituzione dogmatica Lumen Gentium, 28; Decreto Christus Dominus, 15; Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Pastores Gregis, 47); infine, a tutti i fedeli, compresi i laici, il cui ruolo ecclesiale specifico è di «santificare dal di dentro le strutture temporali» (cfr Costituzione dogmatica Lumen Gentium, 31; Costituzione pastorale Gaudium et spes, 53; decreto Apostolicam actuositatem, 31), spetta la testimonianza della fede della Chiesa e la sua propagazione in ogni ambito della società umana, avvalendosi di una adeguata formazione teologica, unita alla loro specifica competenza professionale.
Quanto all’indicazione delle specifiche finalità apostoliche dell’Unione (“per la difesa scientifica della verità cattolica”), devo chiarire innanzitutto che la dizione “verità cattolica” sta a indicare ― nel modo che ritengo più adeguato ― la fede della Chiesa (“fides quae ab Ecclesia creditur”), che per ciascun credente è la verità in senso assoluto, in quanto “parola di Dio”, rivelazione soprannaturale, comunicazione a noi uomini dei misteri della salvezza da parte di Chi «né si inganna né può ingannare altri», essendo Colui che ci ha creati per amore, e poi, dopo il peccato dei progenitori, nella sua misericordia ci ha redenti con la vita, morte e resurezone del Figlio. L’aggettivo “cattolica” , in particolare, vuole sottolineare due aspetti importanti: il primo è che l’Unione ha come unico fine di servire sul piano scientifico la verità rivelata da Dio in Gesù Cristo e proposta dalla Chiesa cattolica con il carisma dell’infallibilità; il secondo è che l’apostolato promosso dall’Unione parte dal presupposto che la missione della Chiesa è rivolta al mondo intero (katà holon), proprio perché la la verità rivelata è destinata a tutti gli uomini ed è riconoscibile come tale da ogni uomo cui venga adeguatamente annunciata, indipendentemente dalle sue circostanze personali di età, cultura ed esperienze: la verità rivelata trascende infatti ogni particolarismo e non muta con il mutare delle contingenze storiche.

Chiarisco infine gli altri termini con i quali ho presentato il mio progetto. 

1) Perché uso il termine “difesa”? Penso forse che la verità rivelata abbia bisogno di difesa? C’è qualcuno che l’attacca o la minaccia? E, se c’è chi l’attacca o la minaccia, chi sono io per pretendere di difenderla? Rispondo. Nessuno può far finta di ignorare che la fede cattolica è oggi sotto attacco: non solo ad opera delle tradizionali forze ideologiche che dall’esterno contestano la sua pretesa di essere la completa e definitiva rivelazione della verità che salva (alludo all’ebraismo, al paganesimo come religione di Stato nell’Impero romano, alla filosofia ellenistica anticristiana di Celso, all’Islam, al deismo illuministico, alla Massoneria, al comunismo ateo, allo scientismo neopositivistico, all’irrazionalismo vitalistico, al razionalismo critico), ma anche ad opera di quelle nuove forze ideologiche che agiscono all’interno, intepretando la fede cristiana con schemi concettuali erronei o inadeguati i quali finiscono per  annullarla proprio come verità (mi riferisco al modernismo teologico e alle varie forme del relativismo dogmatico)
Discutere le false ragioni degli uni e degli altri ― una discussione che deve essere pacate e serena, priva di passione ideologica ma non priva di sincero e ardente amore per la verità rivelata ― è un diritto e ancor più un dovere per il cristiano che abbia competenza filosofica, come io ritengo di avere.
La difesa (apologia) della fede cristiana è peraltro una pratica nata con il cristianesimo stesso; e i primi apologisti – che la storia del cristianeismo annovera tra i “padri della Chiesa”, sia  di Oriente che di Occidente – furono dei filosofi (si pensi a Giustino martire), i quali si sentirono obbligati, in virtù della loro ferma convinzione razionale che il cristianesimo fosse la «verità defintiva», a smentire le false ragioni addotte da quanti allora pretendevano di negare che la dottrina cristiana fosse la rivelazione divina dei misteri della nostra salvezza. Oggi, come forse mai in passato, è compito irrinunciabile dei filosofi cristiani smentire ― con argomenti razionali, che in definitiva vanno ricondotti alla logica aletica ― le false ragioni da sempre ossessivamente riproposte da chi nega l’origine divina della dottrina cristiana o addirittura pretende di dimostrare che “dottrina” propriamente non è (anche se conoscono la Scrittura, nella quale si legge che Cristo ha detto: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha inviato» [cfr Gv 7, 16]). 
2) Che senso ha l’aggettivo “scientifica” apposto al sostantivo “difesa”? Rispondo. Io parlo di una “difesa scientifica” nel senso di una difesa basata su argomenti razionali rigorosi, argomenti che in definitiva ― come ho detto prima ― vanno ricondotti alla logica aletica (che è la logica filosofica in quanto capace di accertare le condizioni di possiblità della verità in ogni situazione conoscitiva), che, essendo il campo filosofico di mia specifica competenza, mi dà la fondata speranza di poter contribuire agli scopi apostolici cui accennavo.  E non si pensi che sia arbitrario riferisi alla filosofia quando si parla di “scienza”; infatti, nel linguaggio epistemologico classico, e anche in quello moderno da me adottato, il sostantivo “scienza” non è da intendersi come riferito riduttivamente alla teorie fisico-matematiche o biologiche (questo fanno, del tutto arbitrariamente, i fautori dello scientismo), ma va inteso come sinonimo della conoscenza per inferenza in generale, ivi comprese (e al vertice) la metafisica e la logica. Infatti il mio testo fondamentale (Filosofia del senso comune) ha come sottotitolo Logica della scienza e della fede.


2. Qualche accenno agli obiettivi apostolici dell’Unione.


L’Unione promuove studi e ricerche storico-critiche e filosofico-teologiche utili al perseguimento dei seguenti obiettivi: 

• la divulgazione in ogni ambito della società della retta interpretazione della verità rivelata, quale si trova nei documenti della sacra Tradizione e nella sacra Scrittura, alla luce del magistero ecclesiastico, necessariamente considerato nella sua logica continuità (dalla dottrina degli Apostoli agli insegnamenti conciliari e pontifici più recenti);
• la promozione di una maggiore unità dei cattolici nella fede comune, fornendo a tutti i giusti criteri per distinguere, in qualsiasi contesto storico-culturale, la dottrina autorevolmente proposta dalla Chiesa come rivelazione divina ― dottrina alla quale ogni cattolico deve sempre prestare un assenso sincero e convinto ― dalle diverse ipotesi di interpretazione del dogma che possano essere proposte dalle scuole teologiche o da singoli teologi, ipotesi che nulla possono aggiungere e nulla debbono togliere all’unica verità che salva;  
• la creazione di un nuovo clima culturale, nella Chiesa, che possa garantire ― una volta assicurata quella solida base di unità nella fede di cui sopra ― l’effettivo esercizio della libertà di opinione dottrinale e di scelte pastorali, nella consapevolezza che il pluralismo, sia teologico che pastorale, è non solo legittimo ma anche necessario ai fini dell’intellectus fidei, ossia come esigenza della fede stessa, la quale non cessa mai di ricercare nuovi e più efficaci modi di penetrare nelle profondità della verità rivelata («fides quaerens intellectum»), anche in vista di una sempre più feconda applicazione di essa alle diverse circostanze della vita personale e delle strutture sociali (inculturazione della fede). 
• di conseguenza, una sorta di demitizzazione della teologia professionale allo scopo di sdrammatizzare le differenze di orientamento dottrinale tra diverse scuole e diversi protagonisti del dibattito pubblico, rendendo consapevoli i fedeli  che non hanno senso le reciproche accuse di infedeltà allo Spirito e i reciproci sospetti di eterodossia, perché indubbiamente Dio vuole che tutti noi, nella Chiesa, combattiamo nel solo nome della verità, dell’unica verità della fede cattolica, la quale viene prima di ogni scelta di campo nell'ambito culturale e teologico. Infatti, solo ciò che è definito dogmatico dalla Chiesa può essere  identificato con ciò che "sempre, ubique et ab omnibus" è stato creduto (Tradizione) e soprattutto con ciò che oggi e anche in futuro può essere creduto "semper, ubique et ab omnibus" proprio in quanto è la verità rivelata da Dio in Cristo: verità che nel suo nucleo nozionale è e deve restare accessibile a tutti (comprensibile sulla sola base del “senso comune”) e proprio per questo trascende la varietà infinita delle legittime interpretazioni, tanto dei tradizionalisti quanto dei progressisti.


Sono consapevole che il perseguimento di siffatti obiettivi richiede un assai difficile equilibrio: tra il dovere dell’obbedienza agli orientamenti pastorali che i legittimi Pastori forniscono a tutto il corpo ecclesiale e la corrispondenza alla vocazione personale di ciascuno nella Chiesa; tra la fedeltà all’unica verità rivelata e la necessità di ricercare sempre nuove vie per l’evangelizzazione; tra la rispettosa accettazione dei diversi carismi e delle diverse opzioni pastorali degli altri fedeli e la passione per le proprie scelte, maturate sulla base della propria lettura dei «segni dei tempi» e sulla scorta della propria esperienza di vita. Ma sono certo che tale equilibrio possa essere assicurato in modo ottimale proprio dalle regole di razionalità integrale suggerite dalla logica aletica e che da anni sono impegnato a illustrare sul piao scientifico.


3. Le inziative dell’Unione 


Personalmente mi adopero da anni per la promozione della conoscenza della verità cattolica contro le false accuse del neopaganesimo e le intepretazioni arbitrarie e devianti prodotte dalle false teologie che pretendono di sostitursi al magistero ecclesiastico. Cito solo alcune delle opere nelle quali mi sono impegnato in passato e continuo ad impegnarmi nel presente:

• pastorale vocazionale: con la catechesi degli adulti e con la direzione spirituale personale di seminaristi, religiosi, sacerdoti e laici, cerco di illustrare adeguatamente la pari dignità di tutti i “carismi” e i “cammini” nella Chiesa, per poter così aiutare efficacemente ogni persona all’ascolto di Dio, che parla a tutti mediante coloro che lo rappresentano come Pastori e maestri, ma anche al cuore di ciascuno con ispirazioni e inviti che è possibile percepire nel silenzio dell’orazione; mi adopero quindi a educare tutti all’esame di coscienza e alla contemplazione, in modo che ciascuno faccia sempre un uso responsabile della propria libertà di scelta, sapendo di poter riconoscere come si configura per lui, nelle circostanze concrete della propria esistenza, la chiamata universale alla santità e all’apostolato (nel ministero sacerdotale o nella vita laicale, nella vita consacrata o nella secolarità, nel matrimonio o nel celibato apostolico, nella salute o nella malattia, in patria o in terra di missione);
• ricerca scientifica nel campo della logica aletica: sulla base dei miei studi sulla nozione filosofica di “senso comune” o “prime verità necessarie”, ho ideato un sistema di verifica della necessaria giustificazione epistemica di ogni asserto; cfr Filosofia del senso comune (seconda edizione intermante rielaborata, 2010), Il principio di coerenza (1997), Verità del pensiero. Fondamenti di logica aletica (2002), Metafisica e senso comune (2010); questo criterio fondamentale di logica aletica mi ha dato la possibilità di intervenire anche nel dibattito teologico per difendere con ragioni adeguate il carattere razionale dell’atto di fede nella rivelazione cristiana; cfr  Razionalità della fede nella Rivelazione. Un’analisi filosofica alla luce della logica aletica (2005) e“Praeambula fidei”. Le premesse razionali della fede nella Rivelazione (in corso di stampa) e per combattere le posizioni eterodosse o secolaristiche che non rispettano la verità del dogma e quindi nemmeno lo statuto epistemologico dell’autentica teologia; cfr Filosofia e teologia (2009) e Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica scienza della fede da una equivoca filosofia religiosa (2011).
• insegnamento universitario: con i miei corsi universitari di storia della filosofia e con i manuali che ho scritto e adottato come sussidio didattico − soprattutto la Storia sociale della filosofia (2006) e il Dizionario critico della filosofia (2008) − ho cercato di documentare la verità storica circa il valore scientifico e la funzione sapienziale della metafisica classica, contro la falsa concezione della storia della filosofia che immagina la modernità come superamento del realismo ingenuo e apertura a un autentico spirito critico (concezione che offre un comodo alibi culturale a coloro che, per altri motivi, quasi sempre di ordine morale, rifiutano la verità del cristianesimo); ugualmente, con i miei corsi universitari di filosofia della conoscenza e con il manuale che ho scritto e adottato come sussidio didattico, La ricerca della verità. Dal senso comune alla dialettica (2005).

L’Unione, quanto tale, per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, conta su molteplici iniziative ― alcune a pieno regime già da tempo, altre avviato recentemente ― cui farò adesso un breve cenno.

• Nell’anno 2000 ho fondato l’ISCA (International Science and Commonsense Association), associazione culturale che tuttora presiedo e che ha come segretario generale il dott. Mario Mesolella, autore di uno studio di logica aletica sul “Padre nostro”, intitolato La preghiera naturaele (2010) e coordinatore dell’opera collettanea Angela da Foligno, la grande metafisica della mistica (2011). L’ISCA è stata negli anni uno strumento prezioso per coordinare a livello internazionale gli studi sulla logica aletica e sulla fondazione critica della verità del pensiero. Questo ambito di studi filosofici, che si basano sull’essenziale distinzione epistemica tra verità dell’esperienza immediata e universale (“senso comune”) e verità della riflessione su questa (“scienza”), hanno anche importanti applicazioni epistemologiche alla teologia come scienza della rivelazione cristiana e luogo teoretico di elaborazione delle possibili ipotesi di intepretazione del dogma; a cura dell’ISCA viene pubblicata ormai da undici anni la rivista Sensus communis – Annuario internazionale di logica aletica, da me diretta; nel 2011 sono iniziate anche le pubblicazioni della collana “Quaderni di logica aletica”, diretta da Mario Mesolella, con un volume collettaneo (DOMENICO ALFONSI – MARIO MESOLELLA [ed.], Angela da Foligno, la grande metafisica dlela mistica, Roma 2011) che raccoglie gli atti di un convegno di studio che l’ISCA ha organizzato a Foligno nel novembre del 2010 e al quale hanno partecipato, tra gli altri, il prof. Roberto Di Ceglie, il prof. Mario Pangallo e la prof.ssa Valentina Pelliccia. Vedi il website www.isca-news.org

• Nel 1999 io ho dato vita alla Casa Editrice Leonardo da Vinci, di Roma, della quale sono direttore editoriale e per la quale dirigo alcune collane espressamente ispirate alle finalità dell’Unione apostolica: la collana “Propedeutica filosofica”, per la pubblicazione di testi di base per gli studi filosofici nei centri accademici cattolici (sono già usciti undici titoli); la collana “La filosofia cristiana nei secoli XIX e XX”; la collana “Grande Enciclopedia Epistemologica” (più di centoventi titoli nella prima serie e sette titoli nella nuova serie). Vedi il website www.editriceleonardo.com

• Nell’anno 2011 ha iniziato le sue attività il SEFT (Servizio Ecclesiale di Formazione Teologica) sotto la direzione del prof. don Massimiliano Del Grosso, il quale è autore di importanti opere di chiarificazone filosofico-teologica (cfr Il senso comune e il rapporto tra filosofia e teologia e Logica della Rivelazione). Poco più avanti, nel “Manifesto del Seft”, firmato da me e dal direttore Del Grosso, sono indicate le specifiche finalità e la stuttura operativa del servizio. Vedi anche le informazioni fornite dal website www.formazioneteologica.it.




Torna ai contenuti | Torna al menu