rivista DIVINITAS 4.05.2017. - Fidesetratio

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2017
Il primo volume della collana, ideata e diretta da Antonio Livi, si intitola
Teologia e Magistero, oggi
(Leonardo da Vinci, Roma 2017, pagine 160, euro 20,00; ISBN: 978-88-94900-02-6).

Assieme al direttore Antonio Livi, collaborano alla monografia il teologo argentino Ignacio Andereggen e i teologi italiani Serafino Lanzetta ed Enrico Maria Radaelli.  Due filosofi competenti in materia di epistemologia teologica, Fabrizio Renzi e Piero Vassallo, completano il volume commentando opere recenti sui rapporti tra teologia e  Magistero.

La linea editoriale della collana è illustrata dal direttore Antonio Livi nella Presentazione di questo primo volume:

«I “Quaderni di epistemologia teologica” riguardano direttamente il metodo e la coerenza logica della teologia come “scienza della fede”. Ma, siccome la fede cattolica – che la teologia assume come suo specifico oggetto di indagine – non è qualcosa di indeterminato e indeterminabile ma ha un suo ben determinato «nucleo dogmatico» che fa capo al magistero ecclesiastico, è inevitabile che la valutazione di una proposta o di un sistema di teologia implichi anche l’esame di come quella proposta o quel sistema si rapporti al Magistero.

È ciò che specificamente viene fatto in questo primo Quaderno, dedicato appunto a esaminare lo stato attuale dei rapporti tra teologia e Magistero. Ovviamente, in un’ottica di rigorosa epistemologia teologica, le valutazioni critiche devono riguardare solo le libere opinioni dei teologi e non il dogma che il Magistero formalmente enuncia e autorevolmente interpreta.

Pertanto, riguardo agli insegnamenti del Magistero, né io né gli altri autori dei contributi qui pubblicati intendiamo assumere un atteggiamento di autonomia o di contestazione, come purtroppo fanno quei teologi che si collocano sullo stesso piano di autorevolezza dell’Ecclesia docens e considerano i documenti magisteriali come espressione di altrettante opinioni teologiche, quando non si ritengono addirittura i più fedeli interpreti del Vangelo sotto la guida dello “Spirito”. Non è certamente la critica del Magistero il proposito che mi ha guidato nel riunire qui i testi che seguono, perché sono assolutamente convinto che da un punto di vista rigorosamente epistemologico il compito della teologia è circoscritto all’elaborazione e alla discussione pubblica di ipotesi di interpretazione scientifica del dogma, senza pretendere di sostituirsi al Magistero, cui invece spetta, per diritto divino, il compito di enunciare formalmente il dogma.

Io non intendo quindi dare voce e spazio a discorsi di valutazione critica dell’autentico Magistero della Chiesa; intendo piuttosto sviluppare, assieme agli altri autori di questo primo Quaderno, una critica ben ponderata di quella teologia che contesta oppure esalta – e in ogni caso giudica – il Magistero della Chiesa sulla base di interpretazioni della dottrina della fede (il dogma) e del munus docendi della sacra Gerarchia (il Magistero) che alla luce delle incontrovertibili (anche se ignorate) leggi del pensiero risultano incoerenti (= criticamente insostenibili)».
Il volume può essere acquistato in libreria oppure direttamente online (www.editriceleonardo.net).
Attraverso una accurata e accorata lettera inviata via mail, monsignor Antonio Livi, il padre Serafino Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata e il Prof. Enrico Maria Radaelli chiedono aiuto a tutti i cattolici italiani per permettere l’uscita delle nuova serie della celebre rivista teologica Divinitas (fondata nel 1954 da monsignor Antonio Piolanti) sotto la direzione dello stesso monsignor Livi.

«Dall’inizio dell’anno in corso», scrivono, «si attende tutti con trepidazione l’uscita del n. 1 della Nuova Serie di Divinitas, sotto la nuova direzione di Mons. Antonio Livi. Ma il Signore ci chiama tutti a contribuire con coraggio e generosità al parto della Nuova Serie, che, come ci si poteva aspettare, è, prima ancora di nascere, molto osteggiata.
Infatti, Mons. Antonio Livi, che nel 1989 era stato cooptato come socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso da Mons. Antonio Piolanti, era stato designato da  Mons. Brunero Gherardini, proprietario e direttore della testata, come suo successore nella direzione di Divinitas, fondata dallo stesso Mons. Piolanti.
A tale scopo Mons. Gherardini aveva trasmesso a  Mons. Livi, con una scrittura privata del gennaio 2016, la proprietà letteraria della testata. La Segreteria di Stato ha però disposto nel giugno del 2016 che la rivista continui a essere pubblicata in Vaticano, con un direttore che non è però quello designato da Mons. Gherardini, in onore del quale  Mons. Livi aveva già preparato un primo numero di Divinitas dedicato al tema dell’ermeneutica del Magistero, con un articolo di saluto redatto all’uopo dallo stesso Mons. Gherardini.
Per non rinunciare del tutto al progetto caldeggiato proprio da Mons. Gherardini, la decisione di Mons. Livi è stata allora, in accordo con detto Monsignore, quella di creare presso la sua casa editrice (la Leonardo da Vinci) una collana di monografie che avrà come nome “Divinitas Verbi
– Quaderni di epistemologia teologica” e che inizierà proprio con la monografia sull’ermeneutica del Magistero già approntata». Con la nuova collana monsignor Livi si propone «la difesa delle ragioni dei “dubia” alla  Amoris Lætitia e la continuazione della linea di oculata e rigorosa critica tenuta da Mons. Gherardini intorno al magistero della Chiesa e dei suoi Pastori dal Vaticano II a oggi, dando una piattaforma editoriale di riconosciuta autorevolezza scientifica ad autori che hanno la competenza e la vocazione apostolica per contrastare autorevolmente le diverse forme della falsa teologia  neomodernista che hanno occupato alcuni gangli vitali della Chiesa».
I firmatari dell’appello scrivono che monsignor Livi «potrà garantire, sia pure in questo diverso modo, la continuità del servizio alla fede svolto dall’antica testata […] prima di tutto per il fatto di mantenere la direzione attraverso personalità […] formate tutte e sempre nella gloriosa Pontificia Università Lateranense (l’Università “del Papa”), i quali condividono seriamente la medesima linea di rigorosa pratica della teologia sacra, intesa come elaborazione di ipotesi scientifiche di interpretazione razionale del dogma, sempre nel solco della Tradizione e sempre aperta a nuovi sviluppi secondo i principi suggeriti dal Lerinense: “In eodem scilicet dogmate, eodem sensu, eadem sententia”, cioè “Nello stesso dogma, nello stesso senso, nella stessa interpretazione”».

Si ritiene che «tale sensus Ecclesiæ promuoverà in mezzo al Popolo di Dio la percezione della bellezza delle verità rivelate, da comprendere alla luce della recta ratio naturale, che è pure partecipazione della Prima Veritas. Ciò consentirà finalmente una adeguata ermeneutica (scientifica, non ideologica o politica) dei documenti del Magistero ecclesiastico, contro la retorica dell’ideologica  imperante. Resistere ai sofismi dei falsi profeti e dei cattivi maestri è diritto e dovere di chi è in grado di smascherarli e di smentirli, avendone non solo la competenza ma anche quella libertà che deriva da non subire i condizionamenti del potere costituito e di interessi temporali, quali che siano».  Ai sostenitori di questa pubblicazione (il primo volume della collana e i 4 seguenti, previsti a scadenza semestrale) è stato chiesto «un versamento di Euro 100,00 alla Casa Editrice Leonardo da Vinci, indicando come causale  “Acquisto anticipato del primo numero e dei 4 successivi della collana Divinitas”.
Il versamento va effettuato sul ccp 36440048, intestato a Casa Editrice Leonardo da Vinci, conto corrente bancario presso BancoPosta (Roma),
IBAN: IT45 B076 0103 2000 0003 6440 048.
Per ricevere la nuova collana di libri basterà scrivere l’indirizzo ove si vuole farsela recapitare, segnalando l’avvenuto versamento, a: acquisti@editriceleonardo.net»
mercoledì 3 maggio 2017
Appello per la pubblicazione della nuova Collana “Divinitas Verbi - Studi e discussioni di epistemologia teologica"
l’Appello che segue è è stato elaborato da Mons. Antonio Livi, unitamente a Padre Serafino Lanzetta e a Enrico Maria Radaelli per chiedere a tutti quegli uomini di buona volontà sorretti dall’amore per la sana dottrina di partecipare alla continuazione del lavoro teologico realizzato dalla gloriosa rivista Divinitas, fondata da Mons. Antonio Piolanti e continuata da Mons. Gherardini, il quale aveva designato l'amico e collega Mons. Livi a prendere il suo posto, concedendogli la proprietà della testata. Mons. Livi, che aveva già approntato il primo numero della nuova serie, si è visto costretto a rinunciare all'impresa per un inopinato intervento della Santa Sede, che sembra voler riattivare le pubblicazioni di Divinitas all'interno del Vaticano. A questo punto, Mons. Livi, allo scopo di continuare un lavoro di alto valore scientifico e dunque di grande utilità per preservare la dottrina della fede dalle tendenze eterodosse della teologia attuale, ha istituito presso la sua casa editrice romana una nuova collana di monografie chiamandola “Divinitas Verbi - Studi e discussioni di epistemologia teologica", nella quale saranno pubblicati studi e ricerche dei medesimi autori che avevano collaborato con Mons. Gherardini fino al momento della sospensione delle pubblicazioni di Divinitas, ossia lo stesso Antonio Livi, e poi altri come Alain Contat, Serafino Lanzetta, Mario Pangallo ed Enrico Maria Radaelli.
Nella presente congiuntura ecclesiale, l'Opera intende difendere le ragioni dei “dubia” alla Amoris Lætitia e continuare la linea di rigorosa critica epistemologica tenuta dal precedente direttore, Mons. Gherardini, nei confronti della "ermenutica della rottura" del Vaticano II rispetto al Magistero precedente, dando una piattaforma editoriale di riconosciuta autorevolezza scientifica (non ideologica o politica) alla radicale contestazione della falsa teologia oggi purtroppo egemone, in nome della vera "ermeneutica della continuità con la Tradizione della Chiesa", che è diritto e dovere di chi è in grado di farla, avendone non solo la competenza ma anche la libertà da condizionamenti del potere costituito e da interessi temporali.

Carissimi Amici,
come certamente sapete, è da qualche mese, precisamente dall’inizio dell’anno in corso, che si attende tutti con trepidazione l’uscita del n. 1 della Nuova Serie di Divinitas, sotto la nuova direzione di Mons. Antonio Livi. Ma il Signore ci chiama tutti a contribuire con coraggio e generosità al parto della Nuova Serie, che, come ci si poteva aspettare, è molto osteggiata.

Infatti, Mons. Antonio Livi, che nel 1989 era stato cooptato come socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso da Mons. Antonio Piolanti, era stato designato da Mons. Brunero Gherardini, proprietario e direttore della testata, come suo successore nella direzione di Divinitas, fondata dallo stesso Mons. Piolanti. A tale scopo Mons. Gherardini aveva trasmesso a Mons. Livi, con una scrittura privata del gennaio 2016, la proprietà letteraria della testata.

La Segreteria di Stato ha però disposto nel giugno del 2016 che la rivista continui a essere pubblicata in Vaticano, con un direttore che non è però quello designato da Mons. Gherardini, in onore del quale Mons. Livi aveva già preparato un primo numero di Divinitas dedicato al tema dell’ermeneutica del Magistero, con un articolo di saluto redatto all’uopo dallo stesso Mons. Gherardini.

Per non rinunciare del tutto al progetto caldeggiato proprio da Mons. Gherardini, la decisione di Mons. Livi è stata allora, in accordo con lui, quella di creare presso la sua casa editrice (la Leonardo da Vinci) una collana di monografie che avrà come nome “Divinitas Verbi - Quaderni di epistemologia teologica” e che inizierà proprio con la monografia sull’ermeneutica del Magistero già approntata.

Per rendere possibile la pubblicazione di questo primo volume della collana e dei seguenti (previsti a scadenza semestrale) è necessario che quanti più sostenitori si affrettino a prenotare questo primo volume e i quattro successivi con un versamento di Euro 100,00 alla Casa Editrice Leonardo da Vinci, indicando come causale “Acquisto anticipato del primo numero e dei 4 successivi della collana Divinitas”. Il versamento va effettuato sul ccp 36440048, intestato a Casa Editrice Leonardo da Vinci, conto corrente bancario presso BancoPosta (Roma), IBAN: IT45 B076 0103 2000 0003 6440 048. Per ricevere la rivista basterà scrivere l’indirizzo ove si vuole farsela recapitare, segnalando l’avvenuto versamento, a: acquisti@editriceleonardo.net.

Con questa nuova collana della Leonardo da Vinci, Mons. Livi si propone la difesa delle ragioni dei “dubia” alla Amoris Lætitia e la continuazione della linea di oculata e rigorosa critica tenuta da Mons. Gherardini intorno al magistero della Chiesa e dei suoi Pastori dal Vaticano II a oggi, dando una piattaforma editoriale di riconosciuta autorevolezza scientifica ad autori che hanno la competenza e la vocazione apostolica per contrastare autorevolmente le diverse forme della falsa teologia neomodernista che hanno occupato alcuni gangli vitali della Chiesa e - citiamo Mons. Schneider in una recente sua conferenza - le Cattedre « anche ai livelli più alti ».

Mons. Antonio Livi potrà garantire, sia pure in questo diverso modo, la continuità del servizio alla fede svolto dall’antica testata, fondata nel 1954 dal lungimirante Mons. Prof. Antonio Piolanti, prima di tutto per il fatto di mantenere la direzione attraverso personalità (prima due Professori e Presidi della Facoltà di Teologia, ora un Professore e Preside della Facoltà di Filosofia) formate tutte e sempre nella gloriosa Pontificia Università Lateranense (l’Università “del Papa”), i quali condividono seriamente la medesima linea di rigorosa pratica della teologia sacra, intesa come elaborazione di ipotesi scientifiche di interpretazione razionale del dogma, sempre nel solco della Tradizione e sempre aperta a nuovi sviluppi secondo i principi suggeriti dal Lerinense: « In eodem scilicet dogmate, eodem sensu, eadem sententia », cioè “Nello stesso dogma, nello stesso senso, nella stessa interpretazione”, v. nota a Cost. dogm. De Fide catholica, 4, Denz 3020. Tale sensus Ecclesiæ promuoverà in mezzo al Popolo di Dio la percezione della bellezza delle verità rivelate, da comprendere alla luce della recta ratio naturale, che è pure partecipazione della Prima Veritas. Ciò consentirà finalmente una adeguata ermeneutica (scientifica, non ideologica o politica) dei documenti del magistero ecclesiastico, contro la retorica dell'ideologica imperante.
Resistere ai sofismi dei falsi profeti e dei cattivi maestri è diritto e dovere di chi è in grado di smascherarli e di smentirli, avendone non solo la competenza ma anche quella libertà che deriva da non subire i condizionamenti del potere costituito e di interessi temporali, quali che siano.
Mons. Prof. Antonio Livi,
unitamente a Padre Serafino Lanzetta e al Prof. Enrico Maria Radaelli
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