Suor Gertrude 11 02 2019 - Fidesetratio

Mons. Antonio Livi
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Dalle nebbie di una clausura padana ci scrive suor Gertrude, che è apparsa su Stilum Curiae poco meno di un anno fa, e che avevamo presentato così:
“Cari amici e nemici di Stilum Curiae, siamo felici di ospitare una nuova ospite, una anziana religiosa che chiameremo Suor Gertrude – anche se non è il suo vero nome – e che farà risuonare un accento femminile su temi femminili in questo blog finora popolato in maniera esclusivamente maschile – collaboratrici nei commenti a parte, ovviamente”.
Allora Suor Gertrude prendeva la parola contro l’ipotesi di “quote rosa” nella Chiesa, come potete leggere qui.
Oggi invece ci parla dei santi del giorno, Tito e Timoteo, e di mons. Antonio Livi, e della prima fondamentale opera di carità cristiana, e cioè l’insegnamento della verità di sempre di Cristo e della Chiesa.


“Gentile signor Tosatti,
ho deciso di scriverle dopo aver letto ciò che sta accadendo a mons. Antonio Livi. Chissà se oggi il Santo Padre commenterà, dopo aver ben letto la loro storia e inteso il loro significato, i due Santi del giorno: Santi Tito e Timoteo. Essi son sempre stati  (fino a 6 anni fa, almeno) simbolo della conservazione della buona dottrina, simbolo dell’impegno di conoscenza delle verità di fede, simbolo della diffusione della buona novella custodita dalla Chiesa.
Nei testi tradizionali che noi custodiamo qui in convento e che oggi leggeremo e mediteremo, c’è scritto, riferendosi alla missione di questi due Santi: “coloro che si presentano come maestri, ma non insegnano le verità della fede bensì teorie personali, che seminano dubbi o confusione, sono un grande pericolo per i fedeli. A volte, con l’intenzione di adattare i contenuti della fede <al mondo moderno>, per renderla più accessibile, non solo cambiano il metodo, ma la sua stessa essenza, cosicché non insegnano più la verità rivelata”. (Da Francisco Fernandez-Carvajal – Parlar con Dio <ed.Ares> 1989 – n.13 – Santi Tito e Timoteo).
E’ importante questa meditazione perché, come scrive di seguito Francisco Fernandez-Carvajal, riferendosi all’esortazione Evangelii Nuntiandi di Paolo VI: Il vero evangelizzatore è colui che “anche a prezzo della rinuncia personale e della sofferenza, ricerca sempre la verità che deve trasmettere agli altri. Egli non tradisce né dissimula mai la verità per piacere agli uomini, per stupire o sbalordire, né per originalità o desiderio di mettersi in mostra”.
Ecco signor Tosatti, questa meditazione mi ha ricordato il nostro mons. Antonio Livi, che in tutta la sua vita ha seguito questa esortazione, ed ora è solo, abbandonato, povero e sofferente. La maggior opera di misericordia – ed uno dei maggiori compiti della Chiesa – è la catechesi, ricorda lo stesso autore. Prego che il nostro Papa lo possa leggere e meditare”.
Suor Gertrude
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